B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 2/3 (4–8 h) · Slide 21/50

Violenza contro gli operatori: definizioni e tipologie di autore

Per violenza sul lavoro si intende ogni episodio in cui un lavoratore viene insultato, minacciato o aggredito fisicamente in circostanze legate alla propria attività. Nel settore sanitario e socio-sanitario il fenomeno comprende un ventaglio ampio: aggressioni verbali e urla, intimidazioni, gesti minacciosi, lancio di oggetti, spinte, morsi, graffi, calci, fino alle lesioni gravi e alle molestie sessuali. Gli episodi verbali sono i più numerosi e i meno segnalati, ma hanno effetti cumulativi rilevanti sul benessere del personale.

Una classificazione molto usata, nata negli Stati Uniti, distingue quattro tipi in base alla relazione tra autore e lavoratore. Il primo tipo riguarda autori senza alcun legame con la struttura, mossi da intenti criminali, come una rapina. Il secondo, il più frequente in sanità, riguarda utenti, pazienti e loro familiari o accompagnatori. Il terzo riguarda la violenza tra colleghi, compresi i comportamenti prevaricatori di superiori. Il quarto riguarda autori che hanno una relazione personale con la vittima e la raggiungono sul posto di lavoro.

In una RSA il secondo tipo assume due forme diverse che richiedono strategie diverse: l'aggressività dell'ospite, spesso legata a deterioramento cognitivo, e la conflittualità dei familiari, spesso legata a sensi di colpa, aspettative non soddisfatte o incomprensioni sulle cure. Confondere i due fenomeni porta a misure inefficaci, come affrontare con la vigilanza un problema che è clinico o relazionale.