La formazione specifica sulla prevenzione e gestione degli atti di violenza è una delle misure centrali della Raccomandazione n. 8 e rientra nella formazione sui rischi specifici prevista dall'art. 37. Deve fornire al personale strumenti per riconoscere i segnali precoci di escalation, comunicare in modo da ridurre la tensione e proteggersi quando la situazione degenera.
I segnali di allarme si osservano nel linguaggio del corpo e della voce: tono che si alza, frasi brevi e secche, sguardo fisso, pugni serrati, avvicinamento rapido, rifiuto di sedersi, agitazione motoria. Le tecniche di de-escalation verbale includono mantenere un tono calmo e basso, chiamare la persona per nome, riconoscerne l'emozione senza giudicarla, offrire scelte semplici, evitare di contraddire con forza, non fare promesse impossibili. Anche la posizione fisica conta: mantenere una distanza superiore alla lunghezza di un braccio, stare leggermente di lato, non voltare le spalle, avere sempre una via di uscita libera.
La formazione deve includere simulazioni pratiche con scenari realistici, come il familiare che contesta in corridoio o l'ospite che si agita durante l'igiene, e le procedure interne per chiedere aiuto. Le tecniche di svincolo da prese al polso o ai capelli possono essere utili se insegnate da formatori qualificati e con attenzione a non fare male a ospiti fragili. È buona norma ripetere la formazione periodicamente e coinvolgere anche il personale di portineria e delle pulizie.