B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 3/3 (8–12 h) · Slide 6/50

Zone controllate e sorvegliate: delimitazione e regole di accesso

Accanto ai lavoratori, l'esperto di radioprotezione classifica anche gli ambienti. È zona controllata quella in cui un lavoratore può ricevere più di 6 millisievert di dose efficace all'anno, o tre decimi dei limiti per cristallino, pelle o estremità. È zona sorvegliata quella in cui si può superare 1 millisievert annuo ma non i valori della zona controllata. Tipicamente la sala diagnostica di radiologia è zona controllata durante l'erogazione, mentre la sala comandi dietro la parete schermata è non classificata o sorvegliata.

Le zone classificate vanno delimitate e segnalate con il simbolo del trifoglio radiologico e cartelli che indicano il tipo di zona e la natura del rischio. L'accesso alla zona controllata è riservato a personale autorizzato e formato, secondo norme interne di radioprotezione scritte, esposte e rese note. Sulle porte delle sale radiologiche sono frequenti le segnalazioni luminose che si accendono quando il tubo è in erogazione, spesso collegate a un interblocco.

Gli errori più comuni riguardano chi non appartiene al servizio di radiologia: l'addetto alle pulizie di una cooperativa esterna che entra in sala durante un esame, il manutentore degli impianti di climatizzazione che lavora sul controsoffitto senza sapere di trovarsi in zona controllata, l'operatore socio-sanitario che resta a tenere un paziente agitato. Il RSPP deve fare in modo che questi lavoratori conoscano il significato della segnaletica, che i loro datori di lavoro siano informati nel DUVRI e che esista una regola chiara su chi può sostenere il paziente durante l'esposizione.