B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 3/3 (8–12 h) · Slide 9/50

Radiologia al letto del paziente nelle RSA

Molte residenze sanitarie assistenziali ricorrono alla radiologia domiciliare: un fornitore esterno porta in struttura un apparecchio radiografico portatile ed esegue l'esame direttamente nella camera dell'ospite, evitando un trasporto in ambulanza spesso traumatico per un anziano fragile. È una prestazione utile ma introduce temporaneamente una sorgente radiogena in un ambiente che non è stato progettato per ospitarla e dove non esistono zone classificate permanenti.

La gestione richiede alcuni accorgimenti concordati con l'esperto di radioprotezione del fornitore. Durante l'esposizione tutto il personale non necessario deve uscire dalla stanza o portarsi ad almeno due metri dal paziente, fuori dalla direzione del fascio. Gli altri ospiti della camera vanno allontanati se trasportabili; se allettati e non spostabili, il fascio va orientato in modo da non investirli e si possono interporre barriere mobili. Il tecnico avvisa ad alta voce prima di ogni scatto.

Il punto critico è la persona che sostiene il paziente non collaborante. Non deve essere sempre lo stesso operatore della RSA e non deve essere una lavoratrice in gravidanza; se necessario indossa un grembiule protettivo fornito dal servizio radiologico e resta fuori dal fascio primario. Il RSPP della RSA inserisce l'attività nel DUVRI con il fornitore, verifica che il tecnico sia accompagnato da istruzioni scritte, informa coordinatori e operatori dei turni interessati e controlla che gli esami non vengano programmati in orari di massima presenza di visitatori nelle camere.