Le palestre di riabilitazione delle residenze sanitarie e dei centri diurni utilizzano spesso apparecchi che sfruttano campi elettromagnetici a scopo terapeutico. La diatermia a onde corte e quella a microonde, note come marconiterapia e radarterapia, irradiano energia a radiofrequenza verso il paziente ma anche nell'ambiente circostante. La magnetoterapia usa campi magnetici a bassa frequenza applicati con solenoidi o materassini. La tecarterapia lavora per contatto con elettrodi e disperde campi più contenuti.
Gli apparecchi a onde corte e microonde sono quelli che richiedono più attenzione: in prossimità degli elettrodi o dell'antenna i campi possono superare i valori di azione per i lavoratori, mentre a un paio di metri si riducono drasticamente. Il fisioterapista non ha bisogno di restare vicino durante l'erogazione; deve impostare il trattamento, allontanarsi e controllare il paziente a distanza. I cavi degli elettrodi non vanno lasciati arrotolati o appoggiati sul corpo dell'operatore, perché irradiano anch'essi.
La situazione critica è quella dei lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili attivi, come pacemaker, defibrillatori o neurostimolatori, e delle lavoratrici in gravidanza. Per loro anche esposizioni sotto i valori di azione possono essere inaccettabili. Il RSPP deve individuare le aree di rispetto attorno agli apparecchi, segnalarle a pavimento, collocare le apparecchiature lontano dai percorsi e coordinarsi con il medico competente perché i lavoratori sensibili siano conosciuti e tutelati.