La valutazione del rischio da campi elettromagnetici segue il Capo IV del Titolo VIII. I valori limite di esposizione distinguono effetti sanitari, come il riscaldamento dei tessuti o la stimolazione nervosa, ed effetti sensoriali transitori, come vertigini e fosfeni. I valori di azione sono grandezze misurabili nell'ambiente, inferiori e superiori, il cui rispetto garantisce il rispetto dei valori limite senza dover calcolare le grandezze interne al corpo.
Il primo passo non è la misura ma il censimento delle sorgenti. Molte apparecchiature diffuse negli ospedali e nelle RSA, come computer, reti wireless, telefoni, apparecchi elettromedicali di uso comune e impianti di distribuzione a bassa tensione, sono considerate giustificabili, cioè con esposizioni trascurabili se conformi alle norme di prodotto e usate correttamente. Per queste è sufficiente documentare l'analisi. Restano da approfondire le sorgenti significative: risonanza, diatermia, elettrobisturi, magnetizzatori, alcuni impianti di sterilizzazione.
Gli strumenti di supporto sono la norma CEI EN 50499, che propone la procedura di valutazione, le guide europee non vincolanti sulla direttiva campi elettromagnetici e il Portale Agenti Fisici, che raccoglie schede di apparecchi con dati di esposizione già misurati. Se servono misure, vanno eseguite da personale qualificato con strumentazione adatta alla frequenza. Il documento finale deve indicare le aree con possibile superamento, le misure di delimitazione, la formazione specifica e la tutela dei lavoratori particolarmente sensibili.