B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 3/3 (8–12 h) · Slide 28/50

Classificazione delle aree sanitarie dalla A alla E

Il DM 18 settembre 2002 suddivide gli spazi di una struttura sanitaria in tipologie di area, a ciascuna delle quali corrispondono requisiti diversi. Le aree di tipo A sono aree o impianti a rischio specifico che costituiscono di per sé attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco, come centrali termiche, gruppi elettrogeni, autorimesse. Le aree di tipo B ospitano attività e impianti a rischio specifico, come laboratori, depositi, cucine, lavanderie, sterilizzazione, locali per gas medicali. Le aree di tipo C sono destinate a prestazioni medico-sanitarie in regime ambulatoriale, comprese quelle di diagnostica.

Le aree di tipo D sono il cuore del problema: comprendono gli spazi destinati a ricovero ospedaliero o residenziale e le unità speciali come terapie intensive, rianimazione, sale operatorie, dove si trovano pazienti non autosufficienti o collegati ad apparecchiature. Le aree di tipo E sono destinate ad altri servizi, come uffici, spazi per visitatori, sale riunioni, attività commerciali interne.

Questa classificazione orienta tutta la progettazione. Le aree D richiedono la compartimentazione più rigorosa, rivelazione automatica estesa e accorgimenti per l'evacuazione orizzontale. Le aree B devono essere separate dalle aree di degenza con strutture resistenti al fuoco e spesso protette con impianti di spegnimento. In una RSA tipica, un errore ricorrente è trasformare una stanza vuota del piano di degenza in deposito di materassi, pannoloni e carta: si crea così un'area B dentro un'area D senza alcuna separazione. Il RSPP deve rilevare e bloccare questi cambi d'uso informali durante i sopralluoghi.