B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 3/3 (8–12 h) · Slide 32/50

Ossigeno e gas medicali: un comburente nei reparti

L'ossigeno non brucia, ma alimenta la combustione. In un'atmosfera arricchita di ossigeno materiali che normalmente bruciano lentamente, come lenzuola, pigiami, capelli, si infiammano con facilità e bruciano con fiamma intensa. Le strutture sanitarie distribuiscono ossigeno nelle camere tramite impianto centralizzato con prese a parete, oppure lo forniscono con bombole e concentratori portatili. Nelle RSA è comune la presenza di ospiti in ossigenoterapia continua, a volte con concentratori in camera.

I principali scenari di innesco sono noti: un ospite che fuma con la cannula nasale, una scintilla da un apparecchio elettrico non idoneo vicino all'erogatore, grassi e creme a base oleosa a contatto con riduttori e raccordi di bombole, che possono reagire violentemente con l'ossigeno in pressione. Le bombole vanno conservate in locali dedicati e ventilati, fissate contro la caduta, separate le piene dalle vuote, lontane da fonti di calore e da materiali combustibili.

Un elemento poco conosciuto dal personale di reparto è la presenza delle valvole di intercettazione di zona dei gas medicali, generalmente in cassette a parete nei corridoi. In caso di incendio in una camera, chiudere l'ossigeno del settore riduce l'intensità dell'incendio, ma interrompe l'erogazione anche ai pazienti che ne dipendono. La decisione va prevista nel piano di emergenza, attribuita a figure precise e accompagnata dalla disponibilità di bombole portatili per i pazienti critici. Il RSPP verifica che le cassette siano segnalate, accessibili e che il personale sappia quali stanze servono.