La reazione al fuoco indica il grado di partecipazione di un materiale alla combustione: quanto facilmente si accende, quanto velocemente propaga la fiamma, quanto fumo e quante gocce incandescenti produce. Nelle strutture sanitarie la regola tecnica fissa requisiti di reazione al fuoco per i materiali di rivestimento, per i tendaggi, per i mobili imbottiti e per materassi e guanciali, perché proprio questi elementi, vicini al paziente, possono trasformare un piccolo innesco in un incendio della stanza in pochi minuti.
I requisiti si dimostrano con certificazioni o dichiarazioni di prestazione rilasciate per il prodotto specifico, non per la categoria merceologica. Un materasso antidecubito acquistato da un fornitore nuovo, una poltrona donata da un familiare, le tende comprate per rinnovare una sala comune possono non avere alcuna classificazione. È un rischio reale nelle residenze, dove la personalizzazione degli spazi è un valore per il benessere dell'ospite ma deve conciliarsi con la sicurezza.
La soluzione è procedurale. L'ufficio acquisti deve avere un capitolato che richiede la documentazione di reazione al fuoco per tutte le categorie interessate, e il RSPP o il tecnico antincendio verifica la documentazione prima dell'ordine. Per gli oggetti portati dai familiari serve una regola scritta, comunicata al momento dell'ingresso: piccoli oggetti personali sì, arredi imbottiti e tessili voluminosi solo se conformi. Le decorazioni stagionali, come addobbi natalizi in carta e luci non certificate nei corridoi, sono un altro punto da presidiare ogni anno.