Il piano di emergenza di una struttura con degenza deve contenere gli elementi generali di ogni piano, già trattati nel modulo comune, ma con alcune parti specifiche che ne fanno un documento diverso da quello di un'azienda. Prima di tutto la descrizione dei compartimenti e delle direzioni di spostamento per ogni nucleo, con planimetrie che indicano per ogni camera il compartimento di destinazione, la posizione delle porte tagliafuoco, delle valvole dei gas medicali, degli ausili di evacuazione e dei quadri elettrici.
Poi l'organizzazione per turni: chi assume il ruolo di responsabile dell'emergenza di giorno, di notte e nei festivi, chi chiama i soccorsi, chi va incontro ai Vigili del Fuoco all'ingresso, chi gestisce la centrale di allarme, chi si occupa dei pazienti critici. Il piano deve funzionare con il personale realmente presente nel turno più scarso, non con l'organico teorico.
Una sezione deve riguardare le comunicazioni: numeri di emergenza, messaggio standard da dettare ai soccorsi con indirizzo, accesso, piano, numero di ospiti non deambulanti, schema di chiamata dei reperibili, informazione ai familiari. Molti piani prevedono schede di azione sintetiche per ruolo, una pagina ciascuna, da tenere in tasca o in postazione.
Infine il piano deve essere coordinato con i soccorsi esterni: è buona pratica inviare il piano al Comando dei Vigili del Fuoco competente e organizzare un sopralluogo, perché conoscere in anticipo accessi, compartimenti e numero di ospiti allettati cambia la qualità dell'intervento.