B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 3/3 (8–12 h) · Slide 47/50

Risposta notturna all'allarme: ruoli e catena di chiamata

Una procedura notturna efficace parte dalla presa in carico dell'allarme. La segnalazione della centrale deve arrivare a chi è presente, attraverso un pannello ripetitore in postazione o un dispositivo portatile, e indicare la zona in modo comprensibile. Un operatore va subito a verificare, portando con sé il telefono o la radio, mentre un secondo si prepara a intervenire. Molte strutture adottano lo schema riassunto dall'acronimo inglese RACE: soccorrere chi è in pericolo immediato, dare l'allarme, contenere l'incendio chiudendo le porte, tentare lo spegnimento se possibile.

Confermato l'incendio, la chiamata ai soccorsi è immediata, al numero unico di emergenza 112 dove attivo oppure al 115. Non si aspetta di avere un quadro completo. Il messaggio da dare è predefinito e affisso vicino ai telefoni. Contemporaneamente l'infermiere di turno assume il ruolo di responsabile dell'emergenza, se così previsto, e richiama gli operatori degli altri nuclei secondo uno schema concordato che non lasci scoperte aree con ospiti a rischio.

La catena di chiamata prosegue verso le figure reperibili: direttore sanitario o coordinatore, manutentore per gli impianti, eventualmente il RSPP. Le chiamate di reperibilità devono essere eseguite da chi non è impegnato nello spostamento degli ospiti, o rinviate a dopo la messa in sicurezza. Un errore frequente nelle simulazioni è l'operatore che passa minuti al telefono cercando il coordinatore invece di chiudere le porte. La procedura deve dire chiaramente quali azioni vengono prima, con un ordine che non lascia margini di interpretazione.