Per le radiazioni ionizzanti il primo passo del RSPP è mappare dove si usano o entrano nella struttura: radiologia interna, apparecchi portatili, radiologia domiciliare di fornitori, pazienti che rientrano da esami di medicina nucleare, locali interrati per il radon. Per ciascuna voce occorre sapere chi è l'esperto di radioprotezione, se c'è un medico autorizzato, quali zone e lavoratori sono classificati e dove si trova la relazione di radioprotezione, da richiamare nel DVR.
Il secondo passo è presidiare i punti di contatto con il resto dell'organizzazione: ditte di pulizia e manutenzione che entrano nelle zone classificate, operatori che sostengono pazienti durante gli esami, lavoratrici in gravidanza da escludere, DUVRI con il fornitore della radiologia al letto, controlli periodici dei camici piombati, corretto uso dei dosimetri, misure annuali del radon nei locali obbligati.
Per le radiazioni non ionizzanti la mappa comprende la risonanza magnetica, con il suo regolamento di sicurezza, la zona ad accesso controllato, gli estintori amagnetici e la procedura di quench; gli apparecchi di fisioterapia con campi elettromagnetici, con aree di rispetto segnalate; i laser, con classe verificata, addetto alla sicurezza, occhiali adatti alla lunghezza d'onda; le lampade germicide, con interblocchi efficaci. Un elenco nominativo dei lavoratori particolarmente sensibili, gestito con il medico competente nel rispetto della riservatezza, permette di proteggere chi porta un dispositivo impiantato o è in gravidanza.