B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 2/4 (4–8 h) · Slide 1/50

Sicurezza di processo e sicurezza occupazionale: due mondi diversi

Nel settore chimico e petrolchimico convivono due famiglie di rischio che richiedono strumenti distinti. La sicurezza occupazionale riguarda gli infortuni del singolo lavoratore: la caduta dalla scala, il taglio durante la manutenzione, lo schiacciamento sotto un carico. La sicurezza di processo, in inglese process safety, riguarda invece la perdita di contenimento di sostanze pericolose o di energia: un rilascio di gas tossico, un incendio di una pozza di idrocarburi, l'esplosione di un reattore. Gli eventi del secondo tipo sono rari, ma quando accadono possono coinvolgere decine di persone, la popolazione esterna e l'ambiente.

L'errore più insidioso è misurare la sicurezza di processo con gli indici occupazionali. Uno stabilimento può avere un indice di frequenza degli infortuni bassissimo, magari anni senza un giorno di assenza, e intanto accumulare valvole di sicurezza non revisionate, allarmi esclusi e procedure di avviamento mai aggiornate. Gli indicatori sugli infortuni non vedono queste debolezze, perché non producono feriti fino al giorno dell'incidente maggiore.

Per il RSPP o l'ASPP di un sito chimico questo significa allargare lo sguardo: il documento di valutazione dei rischi previsto dagli articoli 28 e 29 del D.Lgs. 81/08 deve includere gli scenari di processo, e la collaborazione con i tecnici di impianto, gli strumentisti e il responsabile della manutenzione diventa quotidiana. Questo blocco tratta le tecniche e i sistemi di gestione con cui questi scenari vengono individuati, quantificati e tenuti sotto controllo.