B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 2/4 (4–8 h) · Slide 34/50

Gestione degli allarmi: quando troppi segnali diventano un rischio

Molte protezioni accreditate nella LOPA si basano sulla risposta dell'operatore a un allarme. Questa protezione funziona solo se l'allarme viene notato, compreso e gestito in tempo. In molte sale controllo la realtà è diversa: centinaia di allarmi al giorno, molti dei quali ripetitivi, irrilevanti o sempre attivi. Durante una perturbazione dell'impianto si arriva alla valanga di allarmi, in cui decine di segnalazioni in pochi minuti rendono impossibile distinguere quella importante.

Le linee guida di riferimento sono la pubblicazione EEMUA 191 e la norma ISA 18.2, ripresa nella IEC 62682. Indicano che ogni allarme deve richiedere una risposta definita dell'operatore, deve avere una priorità coerente con le conseguenze e il tempo disponibile, e deve essere documentato in una filosofia degli allarmi approvata. Come ordine di grandezza, le guide considerano gestibile in marcia normale un ritmo medio di circa un allarme ogni dieci minuti per operatore, e indicano come valanga una situazione con più di una decina di allarmi in dieci minuti.

Il miglioramento passa per la razionalizzazione: revisione di ogni allarme, eliminazione di quelli inutili, correzione delle soglie, uso di ritardi e isteresi per quelli che oscillano. Il RSPP può sostenere questo lavoro collegandolo alla valutazione dello stress e del carico cognitivo degli operatori di sala controllo, aspetti spesso dimenticati nel DVR ma direttamente legati alla capacità di rispondere in emergenza.