La sociologa Diane Vaughan, studiando la perdita dello Space Shuttle Challenger nel 1986, ha descritto un fenomeno chiamato normalizzazione della devianza: un'anomalia che non produce conseguenze immediate viene tollerata, poi accettata, infine considerata normale. In un impianto chimico la devianza normalizzata prende forme molto concrete: un allarme che suona sempre e viene tacitato senza guardarlo, un interblocco escluso da mesi perché «dà fastidio», una perdita da una flangia contenuta con un secchio, una procedura di avviamento che tutti eseguono in modo diverso da come è scritta.
Le indagini su Texas City, incluso il rapporto del gruppo indipendente presieduto da James Baker pubblicato nel 2007, misero in evidenza che l'azienda aveva ottimi risultati sugli infortuni ma una cultura della sicurezza di processo debole, con segnali premonitori ignorati, investimenti rinviati e una gestione che misurava le cose sbagliate. Il messaggio è che una buona cultura occupazionale non garantisce una buona cultura di processo.
Contrastare la normalizzazione richiede attenzione ai segnali deboli: raccogliere e analizzare i quasi incidenti di processo, non solo quelli infortunistici; chiedere spiegazioni quando un'anomalia si ripete; premiare chi ferma l'impianto in caso di dubbio invece di criticarlo per la produzione persa. Il RSPP, che frequenta il campo e parla con gli operatori, è in una posizione privilegiata per cogliere queste deviazioni e portarle all'attenzione della direzione con dati concreti.