Il valore aggiunto di chi si occupa di prevenzione in un impianto chimico non sta nel sostituirsi agli ingegneri di processo, ma nel garantire che i meccanismi della sicurezza di processo funzionino e dialoghino con il sistema previsto dal D.Lgs. 81/08. In concreto, alcune attività possono entrare nel programma annuale.
Partecipare agli studi HAZOP e alle LOPA portando il punto di vista di esposizione, presenza di persone, vie di fuga e attività di manutenzione e appalto. Tenere sotto controllo il registro delle raccomandazioni e riportarne lo stato nella riunione periodica. Verificare a campione in campo bypass attivi, valvole di intercettazione sotto le valvole di sicurezza bloccate aperte, coibentazioni danneggiate, provvisori diventati definitivi.
Chiedere che ogni richiesta di modifica, comprese quelle organizzative, preveda una valutazione degli effetti sulla salute e sicurezza e l'eventuale aggiornamento del DVR. Prendere parte alle revisioni prima dell'avviamento. Proporre alla direzione un cruscotto che affianchi agli indici infortunistici gli indicatori di processo dei quattro livelli. Stimolare la segnalazione dei quasi incidenti di processo e la loro analisi. Curare che la formazione degli operatori comprenda i limiti operativi sicuri e le conseguenze del loro superamento.
I temi operativi collegati, cioè permessi di lavoro, isolamento delle energie, bonifica e ingresso in spazi confinati, sono sviluppati nel blocco successivo, dedicato alla manutenzione negli impianti chimici.