B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 3/4 (8–12 h) · Slide 14/50

Isolamento di processo: positivo e non positivo

Per le linee di processo si distinguono due grandi famiglie di isolamento. L'isolamento positivo separa fisicamente l'apparecchiatura dal resto dell'impianto in modo che non possa esserci passaggio di fluido neppure in caso di guasto di una valvola. Si ottiene rimuovendo un tronchetto di tubazione e chiudendo le estremità con flange cieche, oppure inserendo una cieca o girando una cieca a occhiale tra due flange. L'isolamento non positivo si basa invece sulla chiusura di valvole, che possono trafilare o essere aperte per errore.

Le buone pratiche, riprese ad esempio dalla guida HSG253 dell'HSE britannico, propongono una gerarchia: in cima la disconnessione fisica con rimozione di tronchetto, poi l'inserimento di cieca, poi il doppio blocco con spurgo intermedio, quindi il singolo blocco con spurgo e infine la sola valvola chiusa. Più è elevato il rischio, più si sale verso l'isolamento positivo. Per un ingresso in serbatoio o per un lavoro a caldo su un'apparecchiatura collegata a linee di idrocarburi, l'isolamento positivo è in genere la regola.

Un paradosso da conoscere è che per inserire una cieca bisogna aprire la flangia, cioè compiere a propria volta un intervento con rischio di rilascio. Per questo l'inserimento delle cieche avviene a impianto già depressurizzato e drenato, sotto la protezione temporanea di valvole chiuse, con DPI adeguati al fluido residuo e spesso con un permesso dedicato. Il RSPP verifica che questa sequenza sia descritta nelle procedure e non lasciata all'iniziativa della squadra.