B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 3/4 (8–12 h) · Slide 20/50

Verifica dell'energia zero ed energie residue nascoste

Isolare non basta: bisogna dimostrare che l'energia sia davvero assente. Per l'energia elettrica si esegue la prova di avviamento e, per i lavori sugli impianti, la verifica di assenza di tensione con strumento idoneo. Per i fluidi si verifica la pressione zero con il manometro locale, ricordando però che un manometro può essere guasto o intercettato. Il metodo più affidabile è aprire uno spurgo e osservare che non esca nulla, tenendo conto che un tratto pieno di liquido può non scaricare se manca un ingresso d'aria.

Le energie residue sono la trappola più insidiosa. Accumulatori idraulici, serbatoi d'aria degli attuatori, molle di valvole a ritorno, volani e giranti che continuano a ruotare per inerzia, carichi sospesi, liquidi intrappolati tra due valvole chiuse che, scaldandosi al sole, generano pressioni elevatissime per dilatazione termica. Nei filtri, nelle sacche basse delle tubazioni e nei corpi delle valvole a sfera può rimanere prodotto anche dopo il drenaggio generale.

Un caso tipico: un tubista allenta i bulloni di una flangia su una linea dichiarata depressurizzata, ma un tappo di prodotto solidificato aveva isolato un tratto ancora in pressione. Alla rottura del tappo il getto investe l'operatore. La regola pratica è allentare i bulloni sul lato opposto al corpo, lasciando per ultimi quelli più vicini, in modo che un'eventuale fuoriuscita sia diretta lontano dal viso, e usare sempre DPI adeguati al fluido residuo, anche se la linea è stata bonificata.