B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 3/4 (8–12 h) · Slide 21/50

Esclusione temporanea di allarmi, blocchi e rivelatori

Durante la manutenzione capita spesso di dover escludere un sensore, un allarme o un interblocco: si sostituisce un trasmettitore di pressione, si tara un rivelatore di gas, si lavora su una valvola di blocco automatico. Ogni esclusione, chiamata anche bypass, inibizione o forzatura, toglie temporaneamente una barriera di sicurezza. Il tema della progettazione delle funzioni strumentate di sicurezza appartiene al blocco sulla sicurezza di processo; qui interessa la gestione operativa durante gli interventi.

Le regole essenziali sono poche e chiare. Ogni esclusione deve essere autorizzata per iscritto da una figura con adeguata competenza, di solito il responsabile di esercizio, con indicazione del motivo, della durata prevista e delle misure compensative. Queste possono consistere in sorveglianza manuale del parametro, presenza continua di un operatore sul campo, riduzione del carico dell'impianto, rilevatori portatili al posto di quelli fissi. Le esclusioni attive devono essere visibili in sala controllo, sia sul sistema di supervisione sia su un registro cartaceo o elettronico.

Il rischio principale è l'esclusione dimenticata: il lavoro finisce, il permesso viene chiuso, ma il blocco resta inibito per settimane senza che nessuno se ne accorga. Per questo la chiusura del permesso deve richiedere la verifica della rimozione delle esclusioni collegate, e il registro deve essere riesaminato a ogni cambio turno. Un indicatore utile per il RSPP è il numero di esclusioni attive da più di un certo numero di giorni, da segnalare periodicamente al responsabile dello stabilimento.