Prima di emettere un permesso a caldo occorre definire l'area di influenza, cioè la zona attorno al punto di lavoro in cui si devono verificare le condizioni di sicurezza; molte procedure aziendali adottano un raggio di riferimento di una decina di metri, da ampliare in presenza di lavori in quota o di vento. In questa area si rimuovono o si proteggono i materiali combustibili, si coprono con teli ignifughi o sabbia i tombini, i pozzetti e le canaline che possono contenere vapori, si chiudono le aperture verso locali adiacenti.
L'analisi dei gas va eseguita sul punto di lavoro, all'interno dell'apparecchiatura su cui si interviene, nelle apparecchiature collegate e nei punti bassi dell'area. Molte procedure richiedono una lettura nulla di infiammabili, o comunque non superiore a pochi punti percentuali del LIE, e un monitoraggio continuo con rilevatore posizionato accanto al saldatore e dotato di allarme acustico. Si verifica inoltre che non siano in corso nelle vicinanze attività che possano liberare vapori, come drenaggi o aperture di flange.
Si predispongono i presidi antincendio, con estintori adeguati e manichetta collegata e pronta all'uso, e si verifica che le attrezzature di saldatura siano in buono stato: bombole con valvole antiritorno di fiamma, tubi integri, cavi senza giunzioni improvvisate, collegamento di ritorno della saldatrice posizionato vicino al punto di lavoro per evitare che la corrente passi attraverso tubazioni e supporti.