B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 3/4 (8–12 h) · Slide 35/50

Spazi confinati in impianto chimico e requisiti del DPR 177/2011

In uno stabilimento chimico gli spazi confinati o sospetti di inquinamento sono numerosi: serbatoi di stoccaggio, reattori, colonne di distillazione, scambiatori a fascio tubiero e loro testate, filtri di grandi dimensioni, vasche di neutralizzazione, pozzetti e fosse di raccolta, cunicoli di tubazioni, silos di polveri, bacini di contenimento profondi. Il pericolo nasce dalla combinazione di accesso difficile, ventilazione naturale scarsa e possibile presenza di sostanze tossiche, infiammabili o di carenza di ossigeno.

Il DPR 177/2011 stabilisce che possono operare in questi ambienti solo imprese e lavoratori autonomi qualificati. Tra i requisiti figurano l'integrale applicazione delle norme su valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e gestione delle emergenze, la presenza di personale con esperienza almeno triennale in ambienti confinati in misura non inferiore al 30 per cento della forza lavoro, con il preposto che deve possederla, la formazione e l'addestramento specifici, il possesso di DPI e attrezzature di soccorso adeguati. Il subappalto è ammesso solo se autorizzato dal committente e certificato.

Il committente, prima dell'accesso, informa i lavoratori dell'impresa su tutti i rischi dell'ambiente per una durata adeguata e comunque non inferiore a un giorno, e individua un proprio rappresentante, in possesso di adeguate competenze, che vigili sulle attività. Inoltre deve esistere una procedura di lavoro specifica, comprensiva della fase di soccorso. Il RSPP verifica che tutti questi elementi siano documentati prima dell'ingresso, non dopo.