Molti incendi in manutenzione sono innescati da scariche elettrostatiche, che non si vedono e non si sentono. Le cariche si generano quando un liquido scorre in una tubazione o in un filtro, quando cade a pioggia in un recipiente, quando un gas con goccioline o particelle esce ad alta velocità da un ugello, quando si muovono polveri nei condotti, quando una persona cammina su un pavimento isolante con calzature isolanti o sfila indumenti sintetici. In manutenzione le occasioni si moltiplicano: drenaggi in fusti, lavaggi ad alta pressione, flussaggi con vapore, aspirazioni con autospurgo.
Le contromisure principali sono la messa a terra e il collegamento equipotenziale di tutti i conduttori: recipienti mobili, fusti, imbuti metallici, manichette con spirale conduttiva, autobotti, ugelli delle lance di lavaggio. Le pinze di messa a terra devono fare contatto con metallo nudo e i cavi devono essere controllati periodicamente per continuità. Si limitano le velocità di flusso nei travasi, si evita il riempimento a pioggia con tubi di carico che arrivano al fondo, si usano calzature e indumenti antistatici in aree classificate.
Un riferimento tecnico completo è la guida CEI CLC/TR 60079-32-1, che tratta in dettaglio i pericoli elettrostatici e le misure di controllo. Un caso tipico: un manutentore drena benzina da un filtro in un secchio di plastica appoggiato su una griglia, la caduta del liquido carica il secchio isolato e una scintilla verso la valvola innesca i vapori. Un recipiente metallico collegato a terra avrebbe evitato l'evento.