Al termine di questo percorso conviene fissare alcune domande che il RSPP o l'ASPP può porsi davanti a qualsiasi intervento di manutenzione. Il lavoro è descritto con precisione e coperto dal tipo di permesso corretto. Le energie sono state tutte identificate, isolate con il livello di sicurezza adeguato e verificate a zero. L'apparecchiatura è stata svuotata, bonificata e, se necessario, inertizzata, con analisi dell'atmosfera registrate da personale abilitato. Il lavoro a caldo è davvero indispensabile e, se lo è, sono presenti monitoraggio continuo e sorveglianza antincendio.
Per gli spazi confinati, si è verificata la qualificazione dell'impresa ai sensi del DPR 177/2011, c'è un sorvegliante esterno e il recupero è stato provato. Per le zone ATEX, gli apparecchi introdotti sono idonei e le declassificazioni sono documentate. Le interferenze con altri lavori e con le sezioni in marcia sono state valutate. Alla chiusura, cieche, esclusioni e lucchetti sono stati riconciliati prima del riavvio.
Il valore aggiunto del servizio di prevenzione non sta nel firmare i permessi, compito che spetta alla linea operativa, ma nel progettare procedure chiare, formare chi le applica, verificarle sul campo con regolarità, analizzare i quasi incidenti legati alla manutenzione e riportare alla direzione evidenze e proposte. Il tema successivo del modulo riguarda l'esposizione agli agenti chimici tipici del settore, che completa il quadro dei rischi di chi lavora quotidianamente in questi impianti.