La media su otto ore nasconde spesso il problema reale degli impianti chimici: esposizioni brevi e intense durante compiti specifici. Un operatore può avere una media giornaliera di benzene ampiamente sotto il limite e, nello stesso turno, dieci minuti di esposizione molto elevata durante la sostituzione di un filtro. Per questo, quando la sostanza ha un limite a breve termine, va misurata anche l'esposizione su quindici minuti nei momenti più critici.
La tecnica utile è il campionamento per compito: si campiona solo durante l'operazione critica, annotando ora di inizio e fine, quantità di prodotto movimentato e condizioni di vento. Abbinare una pompa con fiala a un fotoionizzatore con registrazione consente di vedere la forma del picco e di correlarla ai gesti dell'operatore, magari con una breve ripresa video autorizzata.
Esempio da una unità di estrazione aromatici: il datalogger mostra che il picco non avviene durante lo spurgo del filtro, come si pensava, ma quando l'operatore appoggia lo straccio impregnato sul corrimano e prosegue il lavoro con quello vicino al volto. La misura correttiva non è un nuovo DPI ma un contenitore chiuso per gli stracci sporchi posizionato accanto al filtro. Questo tipo di analisi trasforma il monitoraggio da adempimento a strumento di miglioramento. Le misure per compito vanno ripetute dopo l'intervento correttivo, per documentarne l'efficacia con dati confrontabili, e i risultati restituiti agli operatori nel briefing di reparto, perché vedere il proprio picco sul grafico convince più di qualsiasi circolare.