B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 15/50

Effetti dell'idrogeno solforato al crescere della concentrazione

Gli effetti dell'idrogeno solforato dipendono in modo marcato dalla concentrazione e la transizione tra disturbo e morte avviene in un intervallo molto stretto. I valori che seguono sono indicativi, tratti dalla letteratura tossicologica, e servono a dare un ordine di grandezza in formazione.

A pochi ppm compaiono irritazione oculare e cefalea, con esposizioni prolungate. Tra alcune decine e un centinaio di ppm si hanno irritazione intensa di occhi e vie respiratorie, tosse e, intorno ai 100 ppm, la perdita dell'olfatto in pochi minuti; il NIOSH americano indica 100 ppm come concentrazione immediatamente pericolosa per la vita e la salute. Tra alcune centinaia di ppm si possono avere edema polmonare, perdita di coscienza e arresto respiratorio. Oltre il migliaio di ppm il collasso può avvenire dopo uno o due respiri, il fenomeno descritto come knock-down.

Il meccanismo è il blocco della citocromo ossidasi mitocondriale, lo stesso enzima colpito dal cianuro: le cellule non riescono a utilizzare l'ossigeno anche se è presente nel sangue. I sopravvissuti a intossicazioni gravi possono riportare danni neurologici permanenti. Per il formatore il messaggio da fissare è chiaro: con l'idrogeno solforato non esiste un margine per sentire, valutare e poi reagire. La reazione deve essere automatica all'allarme dello strumento: allontanarsi controvento e verso l'alto, senza tentare di capire da dove arrivi il gas. La diagnosi della perdita spetta poi a personale attrezzato con apparecchi isolanti.