B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 34/50

Quando gli apparecchi filtranti non sono ammessi

Esistono condizioni in cui un apparecchio filtrante non deve mai essere usato, indipendentemente dal tipo di filtro. La prima è la carenza di ossigeno: il filtro non produce ossigeno e le guide tecniche nazionali indicano come soglia minima per gli apparecchi filtranti il 17 per cento in volume, con valori più cautelativi adottati da molte procedure aziendali. Gli ambienti inertizzati, i serbatoi appena aperti e i locali dove sono avvenuti rilasci di gas asfissianti richiedono quindi apparecchi isolanti.

La seconda condizione è la presenza di contaminanti sconosciuti o non misurati, per esempio durante una prima ispezione dopo un'emergenza o in un pozzetto dove confluiscono scarichi di diversa provenienza. La terza è la concentrazione immediatamente pericolosa per la vita o la salute: un esaurimento del filtro, una perdita di tenuta o un movimento brusco esporrebbero il lavoratore a una dose letale senza possibilità di fuga. È il caso tipico dell'idrogeno solforato ad alta concentrazione.

La quarta riguarda i gas con scarse proprietà di avvertimento, privi di odore o con soglia olfattiva superiore al valore limite: il lavoratore non può accorgersi che il filtro si sta saturando. In questi casi, se si usa comunque un filtrante, la sostituzione deve seguire un calendario rigoroso basato su calcoli di durata o indicazioni del fabbricante. Le procedure di sito devono tradurre questi criteri in regole chiare per area e per compito, senza lasciare la decisione al singolo operatore in campo.