Per valutare correttamente un'impresa di pesca occorre prima capire quale tipo di pesca pratica, perché attrezzo, dimensioni dell'unità e durata della bordata determinano quasi tutto il profilo di rischio. Nelle marinerie italiane si incontrano principalmente quattro famiglie di sistemi.
Lo strascico utilizza una rete trainata sul fondo o a mezz'acqua, con verricelli potenti, cavi d'acciaio in tensione e divergenti pesanti; è tipico di unità tra i 15 e i 30 metri con equipaggi di quattro-otto persone. La circuizione, usata per il pesce azzurro come alici e sardine, prevede reti di grandi dimensioni che circondano il banco, spesso con lavoro notturno e uso di lampare. I palangari e le reti da posta, calati e salpati con salpareti o salpapalangari, espongono ad ami, lenze e organi rotanti. La piccola pesca artigianale, svolta da unità di lunghezza inferiore a 12 metri senza attrezzi trainati, rappresenta la quota numericamente prevalente della flotta e coinvolge spesso uno o due pescatori.
A questi si aggiungono draghe idrauliche per i molluschi bivalvi, nasse e attività miste. Per il RSPP la conseguenza pratica è che non esiste un DVR tipo valido per tutte le barche: una cooperativa che gestisce tre strascicanti e cinque barche da posta deve avere valutazioni distinte, perché cambiano attrezzature, numero di addetti, orari e distanza dalla costa. I dettagli tecnici dei singoli attrezzi saranno sviluppati nel blocco dedicato ai rischi di bordo.