Accanto alle norme vincolanti esistono strumenti internazionali che il RSPP può usare come riferimento tecnico. In ambito IMO la Convenzione STCW-F del 1995, entrata in vigore nel 2012, fissa requisiti minimi di formazione, abilitazione e guardia per il personale dei pescherecci di lunghezza pari o superiore a 24 metri. L'Accordo di Città del Capo del 2012 riguarda invece i requisiti costruttivi e di sicurezza per le navi da pesca della stessa fascia dimensionale e la sua piena efficacia internazionale dipende dal raggiungimento di specifiche soglie di adesione degli Stati.
FAO, ILO e IMO hanno inoltre elaborato insieme un codice di sicurezza per i pescatori e le navi da pesca, con una parte dedicata alla sicurezza e alla salute dei pescatori, linee guida volontarie per la progettazione, costruzione ed equipaggiamento delle piccole unità da pesca e raccomandazioni di sicurezza per le barche pontate sotto i 12 metri e per quelle non pontate. Si tratta di testi non vincolanti, ma tecnicamente molto ricchi e pensati proprio per le unità che sfuggono alle direttive.
Per la piccola pesca, dove le norme europee sui requisiti tecnici non si applicano, queste raccomandazioni sono spesso il riferimento migliore per definire lo stato dell'arte. Il RSPP può citarle nella valutazione come fonte delle misure proposte, distinguendo con chiarezza ciò che è obbligo di legge da ciò che è buona pratica raccomandata, così da non generare confusione con l'armatore o con gli organi di controllo.