B-SP2 Pesca · Blocco 1/3 (0–4 h) · Slide 40/50

Equipaggi multinazionali e barriere linguistiche

In molte marinerie italiane una quota rilevante dei marinai proviene da altri paesi, sia dell'Unione europea sia extraeuropei. Le motivazioni sono note: difficoltà a trovare personale locale, lavoro faticoso e discontinuo, retribuzione variabile. La presenza di equipaggi multinazionali introduce un fattore di rischio specifico, che non dipende dalle capacità professionali dei singoli ma dalla comunicazione.

A bordo gli ordini sono spesso brevi, gridati sopra il rumore del motore, in dialetto o con termini tecnici della marineria locale. Un marinaio che non comprende pienamente un comando come mollare, tesare o fermare il verricello, o che non osa chiedere di ripetere, può trovarsi nella posizione sbagliata nel momento sbagliato. Le stesse difficoltà valgono per la comprensione delle procedure di emergenza, della segnaletica e delle istruzioni d'uso dei dispositivi di salvataggio.

Le misure efficaci sono prevalentemente organizzative. Definire un vocabolario minimo di comandi standard, in italiano e nella lingua del marinaio, e allenarlo durante l'affiancamento. Usare segnali gestuali convenzionali per le operazioni al verricello, coerenti con quanto previsto dalla formazione obbligatoria. Tradurre le istruzioni essenziali e verificare la comprensione con prove pratiche, non con una firma su un foglio. Affiancare il nuovo arrivato a un marinaio che parli la sua lingua, quando possibile. La valutazione dei rischi deve registrare la composizione linguistica dell'equipaggio e le misure adottate.