Il modo più efficace per strutturare la valutazione di un'unità da pesca è seguire la sequenza temporale della bordata. Le fasi tipiche sono la preparazione in porto, con rifornimento di carburante, ghiaccio e viveri e il controllo delle dotazioni; il disormeggio e l'uscita dal porto; la navigazione verso le zone di pesca; la cala dell'attrezzo; l'attesa o la traina; la salpata; la cernita, lavorazione e stivaggio del pescato; la ripetizione delle cale; la navigazione di rientro; l'ormeggio, lo sbarco del pescato e la sistemazione delle reti; le manutenzioni in porto.
Per ciascuna fase si individuano le persone coinvolte, le attrezzature utilizzate, le posizioni occupate sul ponte o nei locali, le condizioni ambientali e i pericoli. Si stima il rischio con criteri dichiarati, per esempio una matrice probabilità per danno adattata al settore, e si annotano le misure esistenti e quelle da introdurre. I dettagli dei singoli pericoli di bordo saranno oggetto del secondo blocco; qui interessa il metodo.
Questa impostazione offre vantaggi concreti. Rende il documento leggibile dal comandante, che riconosce la propria giornata di lavoro. Fa emergere i passaggi critici tra una fase e l'altra, dove spesso si concentrano gli infortuni, come il momento in cui l'attrezzo arriva a bordo o l'ingresso in porto con equipaggio stanco. Consente infine di collegare ogni misura a un momento preciso, trasformando la valutazione in istruzioni operative e liste di controllo da usare davvero.