In un ambiente di lavoro terrestre le condizioni esterne influiscono su alcune attività all'aperto; a bordo di un'unità da pesca condizionano ogni fase. Lo stato del mare modifica l'equilibrio delle persone, il comportamento dei carichi sospesi, la frequenza dei colpi di mare in coperta e la stabilità dell'unità. Il vento incide sulle manovre, la pioggia e gli spruzzi rendono scivoloso il ponte, il buio riduce la visibilità delle zone pericolose e allunga i tempi di recupero di una persona in acqua.
Una valutazione corretta non tratta il meteo come un rischio isolato, ma come un fattore che amplifica gli altri. Una stessa operazione di salpata può avere un rischio accettabile con mare calmo e di giorno, e un rischio elevato con mare formato e di notte. Il documento dovrebbe quindi individuare soglie operative, concordate con il comandante, oltre le quali alcune operazioni vengono sospese o svolte con misure aggiuntive, come un numero maggiore di persone o un'illuminazione supplementare.
Rientra in questo ambito anche la gestione delle informazioni meteo. Il RSPP può verificare quali fonti consulta il comandante prima dell'uscita, se le previsioni vengono aggiornate durante la bordata e chi ha l'autorità di decidere il rientro anticipato. La direttiva sulle navi da pesca, del resto, chiede all'armatore di garantire l'utilizzo della nave senza pericolo nelle condizioni meteorologiche prevedibili: la decisione resta al comandante, ma deve poggiare su criteri e informazioni messi a disposizione dall'organizzazione.