Il ciclo di vita di un peschereccio include periodi in cui l'unità non pesca ma diventa luogo di lavoro per altri: manutenzioni ordinarie in banchina, interventi di elettricisti, frigoristi e meccanici navali, lavori di carpenteria, carenaggi e trasformazioni in cantiere navale. In queste situazioni a bordo convivono membri dell'equipaggio e personale di imprese esterne, con un rischio di interferenze che l'armatore deve gestire.
Quando i lavori si svolgono a bordo dell'unità in esercizio, l'armatore che li affida è tenuto a verificare l'idoneità tecnico-professionale delle imprese, a fornire informazioni sui rischi specifici dell'unità e a promuovere la cooperazione e il coordinamento, secondo i principi dell'art. 26 del D.Lgs. 81/08 già trattati nel modulo comune. Situazioni tipiche sono i lavori a caldo vicino a serbatoi o stive, l'ingresso in locali chiusi poco ventilati, l'uso di attrezzature di bordo da parte di personale esterno, gli spostamenti sulla passerella con materiali.
Quando l'unità entra in un cantiere navale, la responsabilità dell'area e delle lavorazioni passa in larga parte al cantiere, con la sua organizzazione della sicurezza. Il RSPP dell'armatore deve comunque chiarire per iscritto chi governa cosa: se l'equipaggio resta a bordo e con quali compiti, quali impianti restano attivi, chi autorizza la rimessa in funzione dei macchinari. Molti incidenti in porto nascono proprio da questa zona di confine, quando nessuno ritiene di essere responsabile.