B-SP2 Pesca · Blocco 2/3 (4–8 h) · Slide 2/50

Mappare i rischi lungo le fasi della bordata

Il modo più efficace per costruire il DVR di un'unità da pesca è seguire la bordata come si seguirebbe un ciclo produttivo. Prima fase: preparazione in porto, con imbarco di gasolio, ghiaccio, cassette e viveri, manutenzione degli attrezzi e passaggio tra banchina e nave. Seconda fase: navigazione verso la zona di pesca, durante la quale si sistemano reti e attrezzature con la nave già esposta al mare. Terza fase: cala, cioè la messa in acqua dell'attrezzo, con cavi che scorrono rapidamente e persone vicine alla poppa o al bordo.

Quarta fase: traino o pesca vera e propria, apparentemente tranquilla ma con cavi sotto carico elevato e rischio di incaglio. Quinta fase: salpamento, il momento più critico, quando verricelli, sacco sospeso e movimento della nave si sommano. Sesta fase: cernita, lavaggio, eventuale eviscerazione, incassettamento e stivaggio sotto ghiaccio. Settima fase: rientro e sbarco del prodotto, spesso di notte o all'alba, con stanchezza accumulata.

Per ciascuna fase conviene annotare chi è presente in coperta, quali attrezzature sono in funzione, quali comunicazioni esistono con la timoneria e quali condizioni meteo-marine sono accettate. Su un motopeschereccio a strascico di 20 metri, ad esempio, la cala e il salpamento si ripetono più volte al giorno: l'esposizione ai rischi del verricello va quindi stimata moltiplicando le manovre per i giorni di pesca, non considerandola un evento occasionale. Il risultato è una tabella fase per fase che diventa l'ossatura del documento.