La flotta italiana è composta in larga parte da unità di piccola pesca, sotto i 12 metri, accanto a motopescherecci a strascico, unità a circuizione per il pesce azzurro, palangari per pesce spada e tonno, draghe idrauliche per vongole e reti da posta. Ogni sistema ha un profilo di pericolo proprio e il valutatore deve conoscerlo prima di salire a bordo.
Lo strascico, sia a divergenti sia a coppia o con il rapido, è dominato dai rischi meccanici: verricelli potenti, cavi d'acciaio, divergenti di centinaia di chilogrammi, sacco pieno sospeso. La circuizione aggiunge il power block e lunghe manovre notturne con lampare. Il palangaro espone soprattutto a ferite da amo, a colpi di pesci di grossa taglia e a lunghe ore di lavoro ripetitivo. Le draghe idrauliche comportano sollevamenti pesanti a prua, pompe ad alta pressione e lavoro sotto costa con mare corto. La piccola pesca con reti da posta concentra rischi di caduta in mare, lavoro in solitudine e movimentazione manuale.
Il RSPP che segue più unità della stessa marineria deve evitare il DVR fotocopia. Due barche della stessa lunghezza possono avere layout di coperta opposti: verricello a centro barca o a poppa, rampa poppiera aperta o murata continua, stiva con boccaporto a filo ponte o rialzato. Il sopralluogo a bordo, con la nave ormeggiata e possibilmente anche durante una bordata, resta l'unico modo per descrivere davvero l'ambiente di lavoro. Anche la stagione conta: la stessa barca può alternare strascico e reti da posta nel corso dell'anno.