Durante lo strascico i cavi di traino, chiamati anche cavi d'acciaio o calamenti principali, trasmettono alla rete la forza propulsiva della nave. Il carico non è costante: aumenta con la velocità, con la profondità, con l'impatto delle onde sullo scafo e soprattutto quando l'attrezzo incontra un ostacolo sul fondo. In queste condizioni un cavo dimensionato correttamente per il carico di lavoro può raggiungere picchi vicini al carico di rottura.
Quando un cavo d'acciaio si rompe libera istantaneamente l'energia elastica accumulata. I monconi si comportano come fruste che spazzano la coperta con velocità tali da causare amputazioni, fratture craniche e lesioni mortali. Rischi simili riguardano cime sintetiche ad alta tenacità usate per alcune manovre: accumulano più energia dei cavi metallici e, rompendosi, rinculano in modo ancora più violento.
Le misure partono dal dimensionamento, con un coefficiente di utilizzo adeguato rispetto al carico massimo prevedibile e indicato dal fabbricante del cavo, e proseguono con il controllo delle terminazioni, che sono i punti più deboli: impalmature, morsetti, capicorda pressati. I morsetti a cavallotto vanno montati nel numero e nel verso indicati dalle istruzioni, con il cavallotto sulla parte morta del cavo. In fase di valutazione il RSPP chiede al comandante quale sia il cavo installato, quando sia stato sostituito e se esista una scheda o certificato del fornitore, elemento spesso assente nella piccola e media pesca.