B-SP2 Pesca · Blocco 2/3 (4–8 h) · Slide 9/50

Ispezione dei cavi e criteri di scarto

Un cavo d'acciaio a bordo si degrada per corrosione salina, abrasione sui bozzelli e sul fondo, schiacciamento sul tamburo e fatica dovuta alle flessioni ripetute. I segni da ricercare sono fili rotti, soprattutto se concentrati nello stesso trefolo o vicino ai capicorda, riduzione del diametro, corrosione interna che si manifesta con ruggine che fuoriesce tra i trefoli, deformazioni a gabbia, nodi, pieghe permanenti, schiacciature.

Per i criteri numerici di scarto il riferimento sono le istruzioni del fabbricante e, per analogia con gli apparecchi di sollevamento, la norma ISO 4309, che stabilisce il numero ammissibile di fili rotti su una certa lunghezza e la riduzione massima del diametro. Anche se un verricello da pesca non è una gru, il principio di confrontare il cavo con un criterio oggettivo è applicabile e difendibile in sede di valutazione.

Operativamente si stabilisce un controllo visivo prima di ogni uscita sui tratti più sollecitati, cioè gli ultimi metri vicino all'attrezzo e il tratto che lavora sul bozzello, e un controllo più approfondito a intervalli definiti, con misura del diametro tramite calibro. Ogni sostituzione si annota con data e tipo di cavo. Una buona pratica diffusa nelle marinerie è il taglio periodico del tratto terminale, che è quello più usurato, e il rifacimento della terminazione. L'ASPP può predisporre una scheda plastificata a bordo con foto di cavi da scartare, molto più efficace di un testo descrittivo.