La stabilità della nave non è solo una questione tecnica di progetto: dipende ogni giorno da come l'equipaggio carica la coperta. Un sacco pieno sollevato in alto al portale, cassette impilate sul ponte, ghiaccio in coperta, reti bagnate avvolte sul tamburo, acqua che non defluisce dagli ombrinali alzano il baricentro e riducono la capacità della nave di raddrizzarsi dopo un'inclinazione.
Le unità da pesca soggette a verifica di stabilità dispongono di un libretto di stabilità con le condizioni di carico ammesse. Nella realtà quotidiana però si aggiungono attrezzi diversi da quelli di progetto, si modificano i portali, si installano gru più grandi o si trasformano locali, senza aggiornare i calcoli. Sulle unità più piccole, che non hanno libretto, la valutazione è affidata all'esperienza del comandante.
Per il RSPP l'aspetto rilevante è che la stabilità è una misura di sicurezza collettiva. Nel DVR vanno quindi indicati i comportamenti che la proteggono: non sollevare il sacco più del necessario, scaricarlo in coperta il prima possibile, stivare subito il pescato in stiva invece di accumulare cassette sul ponte, mantenere liberi gli ombrinali, chiudere i boccaporti, non sovraccaricare in previsione di prezzi favorevoli. Ogni modifica strutturale o di attrezzatura va segnalata all'armatore come cambiamento che richiede verifica da parte di un tecnico navale prima della ripresa della pesca, secondo la logica di gestione del cambiamento vista nel Modulo B.