B-SP2 Pesca · Blocco 2/3 (4–8 h) · Slide 19/50

Ferite da amo e infezioni delle mani

Le ferite da amo sono l'infortunio più frequente sui palangari e nella pesca con lenze. L'amo penetra nella mano o nelle dita durante l'innesco, lo sbroglio dei braccioli o la slamatura del pesce; per la presenza dell'ardiglione non può essere estratto tirandolo all'indietro senza lacerare i tessuti. Le lesioni sono per lo più lievi, ma in un ambiente umido, con esche e visceri di pesce, il rischio di infezione è elevato.

Il pesce maneggiato a mani nude è anche veicolo di batteri responsabili di infezioni cutanee professionali. Un esempio noto è l'erisipeloide, causata da un batterio presente sulla superficie del pesce, che si manifesta con un arrossamento doloroso della mano dopo piccoli tagli. Nelle stagioni calde aumenta inoltre il rischio di infezioni da batteri marini nelle ferite esposte all'acqua di mare.

Le misure preventive sono semplici ma vanno pretese con costanza: guanti resistenti al taglio e alla perforazione adatti all'uso in ambiente bagnato, ami gestiti con strumenti come slamatori e pinze invece che con le dita, cesti ordinati per evitare di cercare gli ami a mano. In cassetta di bordo devono essere presenti tronchesi per tagliare l'amo, disinfettanti e medicazioni impermeabili; l'equipaggio deve sapere come estrarre un amo superficiale con la tecnica della spinta e taglio e quando invece lasciarlo in sede e chiedere consulenza, aspetto che sarà ripreso nel blocco dedicato al primo soccorso a bordo. Anche le piccole ferite vanno annotate, perché la loro frequenza indica dove migliorare attrezzi e metodi.