B-SP2 Pesca · Blocco 2/3 (4–8 h) · Slide 20/50

Pesci di grossa taglia a bordo: spada, tonni e squali

Il salpamento del palangaro di superficie porta in coperta pesci di grande taglia, ancora vivi e potenti. Un pesce spada può superare il quintale e il rostro, agitato durante l'imbarco, è un'arma capace di provocare ferite penetranti al torace, all'addome o agli occhi. Tonni e alalunghe sviluppano colpi di coda violenti; gli squali catturati accidentalmente mordono anche quando sembrano morti.

L'imbarco avviene di solito con raffi o arpioni a mano, sporgendosi dalla murata con la nave che rolla. Il pescatore è quindi esposto contemporaneamente a caduta in mare, sforzo improvviso sulla schiena e colpi dell'animale. La successiva fase di stordimento e dissanguamento comporta l'uso di mazze, coltelli e talvolta attrezzi per la recisione del midollo, in uno spazio ristretto e bagnato.

Le misure da prevedere sono un portellone laterale o una rampa per far scorrere il pesce a bordo invece di sollevarlo a braccia, paranchi o piccole gru per gli esemplari più grandi, l'immobilizzazione del pesce prima di avvicinarsi alla parte anteriore, la regola di non stare mai davanti al rostro e l'uso di guanti e di occhiali di protezione. Per gli squali e le specie protette catturate accidentalmente il rilascio va fatto tagliando il bracciolo il più vicino possibile all'amo senza portare l'animale in coperta, soluzione che tutela anche l'equipaggio. Queste regole entrano nell'istruzione operativa di salpamento. Il raffio deve avere un manico di lunghezza adeguata e un'impugnatura che non sfugga dalla mano bagnata.