B-SP2 Pesca · Blocco 2/3 (4–8 h) · Slide 29/50

Moto ondoso: accelerazioni che il corpo deve compensare

Il moto ondoso trasforma la nave in una piattaforma mobile con sei componenti di movimento: rollio, beccheggio e imbardata come rotazioni; sussulto, abbrivio laterale e longitudinale come traslazioni. Per chi lavora in coperta le più rilevanti sono il rollio, che inclina il ponte lateralmente, e il sussulto e beccheggio, che producono accelerazioni verticali, particolarmente marcate a prua e a poppa rispetto al centro nave.

Il corpo umano compensa questi movimenti con continui aggiustamenti posturali, irrigidendo gambe e tronco e cercando appigli. Ciò significa che ogni attività manuale svolta a bordo comporta un carico muscolare superiore a quello della stessa attività a terra. Quando l'accelerazione supera la capacità di compenso, si perde l'equilibrio: gli studi di ergonomia navale descrivono questi eventi come episodi di perdita di equilibrio indotti dal moto, la cui frequenza cresce con lo stato del mare.

Le zone più esposte sono la prua, dove spesso si lavora con le draghe o si sistema l'ancora, e la poppa estrema durante cala e salpamento. Per questo la scelta di dove collocare postazioni fisse come il banco di cernita o il fabbricatore di ghiaccio dovrebbe tenere conto delle accelerazioni, privilegiando la zona centrale. Nel DVR conviene descrivere per ciascuna area le condizioni di mare in cui il lavoro è ancora accettabile e quelle in cui va sospeso, con un riferimento leggibile come la scala Douglas o l'altezza d'onda stimata.