B-SP2 Pesca · Blocco 2/3 (4–8 h) · Slide 40/50

Lavorare al freddo e all'umido per ore

Il microclima di lavoro in coperta durante l'inverno, soprattutto nelle uscite notturne, combina temperature basse, vento, spruzzi d'acqua di mare e mani continuamente bagnate. Il raffreddamento è accelerato dal vento e dall'evaporazione, per cui la temperatura percepita è molto inferiore a quella dell'aria. A questo si aggiunge il lavoro in stiva con il ghiaccio e, dove presenti, nelle celle frigorifere.

Gli effetti principali sono il raffreddamento localizzato delle mani e dei piedi, con perdita di sensibilità e destrezza, il rischio di lesioni da freddo non congelanti in caso di esposizione prolungata all'umido, il peggioramento dei disturbi muscoloscheletrici e un calo della capacità di attenzione. Mani fredde significano presa meno sicura su cime, coltelli e cassette, e quindi più incidenti. Per i lavori al freddo la valutazione può fare riferimento all'indice IREQ, studiato nel Modulo B, che stima l'isolamento termico dell'abbigliamento necessario.

Le misure pratiche sono abbigliamento a strati con uno strato esterno impermeabile e traspirante, cerate in buono stato, guanti impermeabili con fodera isolante sostituibile, scorte di guanti e calze asciutti a bordo, possibilità di riscaldarsi e asciugarsi negli alloggi durante le pause e bevande calde disponibili. D'estate il problema si inverte: il lavoro in coperta sotto il sole e il riverbero del mare espongono a stress termico e radiazione solare, e vanno previsti copricapo, protezione solare e acqua potabile in quantità.