Una procedura di ingresso proporzionata a un'unità da pesca può essere semplice ma deve contenere passaggi irrinunciabili. Prima di tutto l'autorizzazione del comandante, che verifica la necessità di entrare e l'assenza di alternative, come pulire con getti dall'esterno. Poi l'isolamento dello spazio: fermo delle pompe e dei circuiti che vi immettono acqua o fluidi, intercettazione delle tubazioni del frigorifero, segnalazione dei comandi per evitare riavvii.
Segue la ventilazione, naturale aprendo tutti gli accessi o meglio forzata con un ventilatore portatile e una manichetta che porti l'aria fino al fondo, per un tempo adeguato al volume. Quindi la misura dell'atmosfera con un rilevatore multigas tarato, che controlli almeno ossigeno, idrogeno solforato, monossido di carbonio e infiammabili, iniziando dall'esterno e calando la sonda a diverse altezze, perché alcuni gas ristagnano in basso. Il rilevatore deve rimanere addosso a chi entra durante tutto il lavoro.
Durante l'ingresso un operatore resta all'esterno con il compito esclusivo di sorvegliare e mantenere il contatto con chi è dentro, con un mezzo per dare l'allarme. Chi entra indossa un'imbracatura collegata a una cima o a un sistema di recupero che permetta di estrarlo senza scendere. Per piccole unità con due persone a bordo, l'ingresso in spazi confinati in mare andrebbe semplicemente vietato e rinviato al porto, dove è possibile avere supporto. Ogni ingresso va annotato con data, esiti delle misure e persone coinvolte.