In uno stabilimento a terra un infortunio grave attiva il 112 e un'ambulanza arriva in pochi minuti; a dieci o venti miglia dalla costa un peschereccio è un luogo di lavoro isolato, in cui l'equipaggio deve cavarsela da solo per un tempo che può andare da mezz'ora a diverse ore. Mare formato, buio, vento e acqua fredda rallentano ogni intervento, e le stesse persone che lavorano sul ponte diventano squadra antincendio, soccorritori e addetti al primo soccorso.
Questo blocco chiude la specializzazione Pesca affrontando proprio la gestione degli eventi critici: caduta di un uomo in mare, incendio, falla e allagamento, abbandono della nave con zattere e mezzi individuali, sistemi di localizzazione come l'EPIRB. Segue la parte sanitaria, con il primo soccorso a bordo, la cassetta medicinali e l'assistenza a distanza del Centro Internazionale Radio Medico. Poi la fatica e gli orari di riposo, che sono spesso la causa nascosta di molti eventi, e infine l'acquacoltura e la maricoltura, attività affini con rischi propri.
Il filo comune è semplice: in mare la qualità della risposta dipende quasi interamente da ciò che è stato preparato in porto. Il RSPP dell'impresa armatrice non sale a bordo durante la bordata, ma può fare la differenza verificando dotazioni, scadenze, esercitazioni e procedure, e traducendo le prescrizioni normative in comportamenti allenati che l'equipaggio ritrova automaticamente quando lo stress riduce la lucidità.