Un EPIRB funziona solo se il suo codice identificativo è correttamente registrato presso l'autorità nazionale con i dati dell'unità, dell'armatore e dei contatti a terra. Quando la nave cambia proprietario o nome, o quando il radiofaro viene trasferito da un'imbarcazione all'altra, la registrazione deve essere aggiornata: in caso contrario il centro di soccorso riceve un allarme associato a un'unità diversa e perde tempo prezioso per verificare.
L'installazione richiede un punto libero da ostacoli, all'esterno, dove l'apparecchio possa galleggiare via senza restare incastrato sotto sovrastrutture, tende o reti. Sui pescherecci capita di trovarlo montato sotto il tetto della timoneria o circondato da attrezzi da pesca: in un capovolgimento resterebbe intrappolato. Lo sganciatore idrostatico, che libera il dispositivo a una profondità di pochi metri, ha una scadenza propria, di norma biennale per i modelli a sostituzione, e va annotata insieme a quella della batteria, indicata sull'etichetta del costruttore.
Il controllo periodico a cura dell'equipaggio comprende la verifica visiva dell'integrità, la data delle scadenze e l'autotest previsto dal costruttore, che non trasmette un allarme reale. Il RSPP inserisce queste voci nel registro di controllo delle attrezzature di emergenza e chiede che le revisioni presso centri autorizzati siano documentate. Un errore da evitare è l'avvio accidentale durante il lavaggio del ponte: in tal caso si avvisa subito la Guardia Costiera.