Con il termine giubbotto si indicano dispositivi molto diversi, e la scelta errata è uno dei motivi per cui i pescatori non li indossano. La serie di norme UNI EN ISO 12402 classifica i dispositivi personali di galleggiamento in base alla spinta espressa in newton. Il livello 50 è un semplice aiuto al galleggiamento, adatto a chi sa nuotare in acque riparate con soccorso vicino, e non garantisce il rovesciamento a faccia in su. Il livello 100 è pensato per acque relativamente calme. Il livello 150 è il riferimento generale per l'uso in mare aperto e con indumenti pesanti, ed è progettato per girare una persona incosciente in posizione supina con le vie aeree fuori dall'acqua. Il livello 275, il più elevato, si usa in condizioni estreme o con indumenti che trattengono aria o attrezzature pesanti.
Accanto a questi esistono i giubbotti di salvataggio approvati secondo le regole internazionali per le dotazioni di bordo, normalmente rigidi in schiuma e destinati all'abbandono della nave, non al lavoro quotidiano: sono ingombranti e impediscono i movimenti.
I giubbotti dotati di marcatura CE rientrano tra i DPI di terza categoria ai sensi del Regolamento UE 2016/425, perché proteggono dall'annegamento. Ne derivano la necessità di informazione e addestramento specifico. Il RSPP, nel definire il DPI per la mansione, distingue quindi il giubbotto di abbandono previsto dalle dotazioni di sicurezza dal giubbotto da indossare durante il lavoro in coperta.