Per il lavoro sul ponte la soluzione più accettata dai pescatori è il giubbotto gonfiabile a collare o a bretelle, leggero e poco ingombrante, che contiene una camera d'aria ripiegata e una bombola di anidride carbonica. Può essere manuale, con una maniglia da tirare, oppure automatico, con un dispositivo che si attiva a contatto con l'acqua tramite una pastiglia solubile o un sensore idrostatico. Per la pesca è preferibile l'automatico, perché chi cade battendo la testa o in stato di shock potrebbe non riuscire ad azionarlo.
I modelli con attivazione a pastiglia possono gonfiarsi per l'umidità e gli spruzzi tipici del ponte; esistono sistemi idrostatici meno sensibili, che scattano solo a una certa profondità. La scelta va fatta con i lavoratori, provando diversi modelli durante il lavoro reale: un giubbotto che si impiglia nelle maglie della rete o che dà fastidio sotto la cerata verrà lasciato in cabina. Utili cinghia sottocosciale, luce, fischietto, banda retroriflettente e anello per l'aggancio alla linea di vita.
Il controllo prima dell'uso spetta al lavoratore: indicatore della bombola integro, di solito verde, camera senza danni, cinghie in buono stato. Va inoltre rispettata la revisione periodica indicata dal costruttore, spesso annuale, con verifica della tenuta e sostituzione dei componenti scaduti. Il RSPP tiene un elenco dei giubbotti con matricola e date e cura che a ogni sostituzione segua l'informazione sul nuovo modello.