In mare non esiste una squadra dei vigili del fuoco da attendere: il principio di incendio va spento dall'equipaggio nei primi minuti, quando le fiamme sono ancora piccole. Gli estintori portatili devono quindi essere del tipo adatto, in numero sufficiente e collocati all'esterno dei locali da proteggere, vicino agli ingressi, in modo da poterli prendere senza attraversare il fumo.
Sulle unità da pesca si trovano estintori a polvere, efficaci su combustibili liquidi e su apparecchiature elettriche ma con scarsa capacità di raffreddamento, e a schiuma, utili su liquidi infiammabili e su materiali solidi; per i quadri elettrici si usano anche estintori ad anidride carbonica. Per l'olio da cucina in fiamme sono indicati estintori per fuochi di classe F o la coperta antifiamma, mai l'acqua. La manichetta collegata alla pompa antincendio di bordo serve per raffreddare paratie e strutture e per spegnere materiali solidi come cassette in legno, reti e cuscini.
La tecnica si impara solo provando: avvicinarsi con il vento alle spalle, dirigere il getto alla base della fiamma, non esaurire l'estintore in pochi secondi senza mirare, tenersi sempre una via di ritirata. Un'esercitazione a terra, organizzata con un ente formatore e un braciere controllato, insegna più di molte spiegazioni. Gli estintori di bordo sono soggetti a controlli periodici da parte di ditte qualificate e a ispezioni visive frequenti dell'equipaggio, perché salsedine e vibrazioni ne degradano rapidamente valvole e manometri.