Su un peschereccio non c'è un infermiere: le prime cure sono prestate da membri dell'equipaggio che svolgono anche tutte le altre mansioni. La Direttiva 92/29/CEE richiede che i lavoratori designati a utilizzare la dotazione sanitaria ricevano una formazione adeguata, con aggiornamento periodico almeno ogni cinque anni. A livello internazionale, la Convenzione STCW-F sulla formazione del personale dei pescherecci prevede un addestramento di base alla sicurezza che include il primo soccorso elementare, insieme alla sopravvivenza in mare e all'antincendio.
Per un equipaggio della piccola e media pesca è ragionevole puntare su un obiettivo concreto: tutti devono saper riconoscere un arresto cardiaco ed eseguire la rianimazione cardiopolmonare, fermare un'emorragia importante anche con un laccio emostatico, gestire un ustionato, posizionare una persona incosciente che respira, riconoscere i segni dell'ipotermia. Almeno una o due persone, normalmente il comandante e un sostituto, devono saper usare la dotazione sanitaria, misurare i parametri vitali e comunicare in modo strutturato con il medico a distanza.
La formazione funziona se è pratica e collegata alle situazioni di bordo: medicare un taglio da coltello mentre la barca rolla, applicare un laccio su un compagno con l'avambraccio schiacciato da un cavo, simulare la consultazione radio. Il RSPP individua i nominativi, programma i corsi con enti qualificati, conserva gli attestati e verifica le scadenze come per qualunque altro addetto all'emergenza.