B-SP2 Pesca · Blocco 3/3 (8–12 h) · Slide 40/50

Ami, spine e punture velenose: piccoli traumi che diventano gravi

Il lavoro con il pescato e con gli attrezzi produce ogni giorno piccole lesioni che i pescatori tendono a trascurare: ami conficcati nelle dita durante l'innesco dei palangari, tagli da coltello nella pulizia del pesce, punture di spine dorsali, abrasioni da reti e cavi. In un ambiente umido e contaminato da materiale organico queste ferite si infettano facilmente.

L'amo conficcato con l'ardiglione sotto la pelle non va strappato all'indietro; la rimozione va fatta solo con tecniche apprese e con indicazione del medico a distanza, altrimenti si taglia la lenza, si stabilizza l'amo e si rinvia la rimozione a terra. La puntura di tracina, pesce comune nelle reti mediterranee, provoca un dolore intenso: il veleno è sensibile al calore, quindi si immerge la parte in acqua molto calda ma tollerabile, verificando la temperatura con un arto sano per non provocare ustioni, per un tempo che può arrivare a un'ora e mezza. Le punture di scorfano e di razza trigone si trattano in modo analogo, controllando l'eventuale presenza di frammenti di spina.

Alcune infezioni sono tipiche di chi maneggia pesce: l'erisipeloide, causata da un batterio presente sulla pelle dei pesci, con una chiazza arrossata e dolente alle mani; il granuloma da micobatteri acquatici, che compare dopo settimane; le infezioni da vibrioni in acque calde. Ferite pulite, disinfettate e protette, guanti adeguati e attenzione ai segni di peggioramento sono la prevenzione, e il RSPP le collega alla valutazione del rischio biologico.