B-SP2 Pesca · Blocco 3/3 (8–12 h) · Slide 45/50

Gabbie galleggianti per pesci: lavorare tra reti, anelli e gru

Gli impianti di piscicoltura in mare sono costituiti da gabbie con anelli galleggianti in polietilene ad alta densità, da cui pende una rete di contenimento, ancorate al fondo con sistemi di cavi, catene e corpi morti. Il lavoro si svolge in gran parte dalle imbarcazioni di servizio dotate di gru idraulica e dai camminamenti sugli anelli, spesso stretti, bagnati e coperti di alghe e di guano.

I rischi principali sono la caduta in mare dagli anelli o durante il trasbordo tra barca e gabbia, lo schiacciamento delle mani tra scafo e anello, i carichi sospesi durante il cambio delle reti o il sollevamento dei pesci con il salabre, il ribaltamento della barca per carichi eccessivi sulla gru. Le reti vengono periodicamente sostituite e lavate perché si ricoprono di organismi incrostanti: il lavaggio con idropulitrici ad alta pressione espone a getti pericolosi, aerosol e rumore, mentre i trattamenti antivegetativi a base di rame introducono un rischio chimico da valutare con le schede di sicurezza.

L'alimentazione avviene con mangimi in pellet distribuiti da sistemi automatici o da chiatte con silos, che comportano polveri, sollevamento di sacchi e talvolta ingresso in contenitori assimilabili a spazi confinati. La raccolta dei pesci morti e la macellazione introducono un rischio biologico. Il giubbotto da lavoro sempre indossato, le procedure per il trasbordo con mare formato, la verifica periodica delle gru di bordo e un limite meteo oltre il quale non si esce sono le misure cardine.